Donne in gravidanza

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha appena pubblicato una nuova serie di raccomandazioni da seguire per le donne in gravidanza, divise in 49 punti, e con lo scopo di migliorare la qualità delle cure prenatali. Un aggiornamento necessario che cerca di reagire ai numeri ancora troppo alti di decessi degli ultimi anni: nel solo 2015, infatti, 303mila donne in tutto il mondo sono decedute per cause legate alla gravidanza, 2,7 milioni di bambini sono morti nei primi 28 giorni di vita e 2,6 milioni di bambini sono nati già morti.

 

Innanzitutto, secondo gli esperti, le quattro visite ginecologiche previste dalle vecchie linee guida non erano sufficienti ed è per questo che si è deciso di raddoppiarle, con un controllo da effettuarsi entro le prime 12 settimane e gli altri programmati a 20, 26, 30, 34, 36, 38 e 40 settimane di gravidanza. Un numero maggiore di visite mediche, dichiara l’Oms, saranno utili a ridurre la mortalità sia della mamma sia del feto, anche grazie a una migliore interazione tra ginecologo e gestante. Le future mamme necessitano quindi di essere seguite in modo più costante dai propri medici, anche per ricevere consigli nutrizionali e aggiornamenti sull’attività fisica da praticare day by day.

Recenti evidenze indicano che una maggiore frequenza di contatti per cure prenatali, da parte di donne e ragazze adolescenti con il sistema sanitario, è associata a una minore probabilità di nati morti. Un minimo di otto contatti per l’assistenza prenatale può infatti ridurre i decessi perinatali fino a 8 per 1000 nascite” afferma l’Oms.

 Anthony Costello, direttore dell’ufficio Salute neonatale e materna dell’Oms, aggiunge “Un maggior numero di contatti tra le donne e gli operatori sanitari lungo tutta la gravidanza facilita l’adozione di misure preventive, l’individuazione di rischi, riduce le complicanze e migliora le disuguaglianze. L’assistenza per le donne alla prima gravidanza poi è fondamentale, e determina anche quella delle successive».

 

In particolare, secondo le nuove linee guida dell’Oms, prima della 24esima settimana andrebbe fatta un’ecografia per valutare eventuali anomalie fetali (la cosiddetta morfologica), stabilire la data di inizio della gestazione e verificare l’eventuale presenza di più feti. Nel nostro paese, grazie all’aggiornamento del decreto ministeriale Bindi del 1998, da settembre di quest’anno per le donne in gravidanza sono offerte gratuitamente due ecografie di controllo e lo screening nel primo trimestre, che consiste in un prelievo di sangue materno e un’ecografia per valutare la translucenza nucale del feto (una crescita dello spessore della translucenza nucale è indice di un aumento di rischio di anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down, o di malformazioni fetali). Un’ulteriore ecografia di controllo è gratuita nel terzo trimestre solo se c’è un rischio per la mamma o il feto, così come sono gratuiti anche gli esami di villocentesi o amniocentesi per le gestanti con più di 35 anni di età.

Oltre a evidenziare l’importanza dei controlli periodici, nei 49 punti dell’Oms rientrano anche numerosi consigli nutrizionali per le donne in gravidanza. Di base si consiglia una dieta quanto più possibile sana e variegata, e gli unici integratori ritenuti fondamentali, a parte il caso di carenze specifiche, sono l’acido folico e il ferro. Inoltre è ribadito lo stop alle cattive abitudini, come fumo, alcol e droghe. E alle mamme che bevono molto caffè (più di 300 mg al giorno di caffeina) è consigliato di ridurne il consumo per prevenire eventuali problemi come un basso peso del neonato alla nascita.

Necessario per le gestanti anche vaccinarsi contro il tetano, e in caso di malattie infettive come tubercolosi o malaria le raccomandazioni dell’Oms variano a seconda del contesto geografico e socio-economico di appartenenza, dove alcune di queste malattie possono essere endemiche e il rischio è conseguentemente più alto. Alcuni consigli poi riguardano i disturbi comuni per le donne in gravidanza: contro la nausea del primo trimestre è consigliata la vitamina B6, lo zenzero e la camomilla, per i crampi magnesio o calcio, e per chi soffre di stitichezza si suggerisce di aggiungere fibre alla dieta. Un esercizio fisico periodico poi è raccomandato in ogni caso per evitare problemi come il mal di schiena e il dolore pelvico.



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